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Casa Ramen goes Botanical

Il tempo è prezioso.
Probabilmente la sola cosa che l’essere umano non può acquistare o scambiare.
Però la può investire nel migliore dei modi; c’è chi viaggia, chi scopre nuovi sapori, chi nuove culture.

Qualche sera fa abbiamo fatto tutte e tre le cose, andando al The Botanical Club in via Tortona per la seconda edizione della combo con Casa Ramen.


Le coordinate erano semplici: un antipasto, due mini tacos a scelta, un Ramen a scelta, dessert e due cocktail per accompagnare e chiudere la cena.

Il secondo domicilio del locale di Davide Martelli e Alessandro Longhin si trova esattamente di fronte al MUDEC, nuovo polo museale che vanta al suo interno un ristorante già premiato con una stella Michelin.

Il locale è l’antitesi della zona: palazzi post-industriali freddi e distaccati e nuovi edifici troppo moderni per comunicare empatia che la – ben ritrovata – nebbia milanese e i primi veri freddi invernali hanno sottolineato.

Appena varcata la soglia tutto si trasforma: atmosfera accogliente, luci soffuse, il verde delle piante che arredano gli spazi si mescola perfettamente ai colori del bancone e delle pareti.
Prendiamo posto esattamente sotto ad un enorme opera di Obey e iniziamo ordinando i primi due cocktail.

Classico Gin & Tonic per me, Periodista on Fire per Paola.

Partiamo con lo starter.

Tartare di rapa rossa, salsa leggermente piccante allo yuzu (un agrume giapponese simile come forma al mandarino), coriandolo, rafano.

Vi confesso di avere due grandi blocchi: odio il coriandolo e affronto veramente male ogni sapore piccante.

In questo piatto, sono riuscito ad evitare il primo ostacolo scansando il temibile coriandolo, ma non il secondo (il grado di piccantezza era tutto fuorché “leggermente”).

Ad ogni modo, un inizio molto coraggioso, dai sapori decisi che ti risvegliano le papille con un bel coppino sul collo.

Per i Tacos abbiamo scelto entrambi:

Pork belly bbq, avocado, lime, pico de gallo, cipolla rossa, coriandolo (again) e mayo alla Siracha.
Gamberi in salsa teriyaki, crauti viola, cream cheese, mango, sesamo bianco e nero.

Entrambi eccellenti.
Per quanto sia un amante della carne, ho preferito però il secondo.
Una staffetta tra i sapori che, comparivano lentamente, lasciando però un ottimo ricordo.

A me invece è piaciuto di più il primo, il secondo l’ho trovato un po’ insipido e poi l’unione tra carne e cipolla rossa è imbattibile.

Il momento del signor Ramen.

Per me Soya Ramen di pollo.

Brodo Paitan 100% di pollo, molto saporito, dal gusto pieno.

Noodles di frumento, coppa di maiale al gin, morbida, con la giusta quantità di grasso.

Mizuna (senape giapponese), cipollotto arrosto, funghi shitake e uovo marinato.

Per Paola invece, il Veggie Ramen di zucca.

Devo dire che non avendo mai mangiato ramen è stata un’ottima sorpresa; questo piatto rispecchia perfettamente l’idea di comfort food: è letteralmente confortante, caldo, gustoso, ti sazia ma è perfettamente digeribile(non vorrei usare la parola digeribile ma non so come dirlo altrimenti!)

Mini taco Veggie – Soya Ramen di pollo

E mentre il locale era completamente pieno, ci viene servito il dessert.
Sfera di cioccolato, cremoso alla Matcha e croccante alla nocciola.

Interessante il croccante colorato di un rosso lampone che lasciava presagire a note aspre, ma che giustamente donava sapidità.
La sfera – che poi era una mezza sfera – una onesta combinazione di cioccolato in due consistenze.

Con l’arrivo della seconda bottiglia d’acqua arriva anche il secondo giro di cocktail.

Dopo qualche minuto di studio delle ipotesi, abbiamo osato con due Dirty Gibson Martini: Russian Standard Vodka, Vermut Secco, Cipolline sottaceto.

Ecco.

Probabilmente sarebbe dovuta essere la prima scelta, cocktail adatto ad accompagnare la cena.
Anche se forse un po’ troppo audace come accostamento, rendendo il sapore sapido con un persistente retrogusto di cipolline, appunto.

Periodista on Fire – Dirty Gibson Martini

CONCLUSIONI

L’occasione di poter assaggiare le creazioni di Casa Ramen in una location bellissima come quella del Botanical Club sorseggiando i loro cocktail è stata proficua.

Giustificato anche il prezzo dell’intera cena – 40€ cad – se rapportato ad ogni portata ordinata singolarmente, cocktail compresi.

Personale molto gentile e servizio veloce ma che non mette fretta (1 ora dall’antipasto al dessert).

Unica nota fuori posto, ma è chiaramente una mia abitudine, la poca confidenza nel cenare accompagnandomi con dei cocktail. Con un Ramen caldo non avverto la necessità di contrastarlo con qualcosa di freddo ed alcolico.

Ma se il tempo è prezioso, quello trascorso ieri sera a cena, non è stato sicuramente sprecato.

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