Credit: David Axelsson

Focus dice che mia mamma ha torto

Per anni siamo stati alimentati seguendo i rimedi della nonna, prima, e della mamma, poi.
Molti di questi sembrerebbero solo dei falsi miti del cibo.
Almeno stando a quanto racconta in un lungo e molto interessante articolo Focus nel numero in edicola.

Me lo sono letto e qui ho raccolto i punti che mi hanno particolarmente colpito, alcuni dei quali mi hanno completamente buttato al tappeto.

Per quanto riguarda la frutta; le vitamine non risiedono nella buccia della mela o della pera: ce ne sono molte di più nella polpa.
La buccia dell’arancia possiede addirittura delle sostanze cancerogene, ma in quantità minima quindi zero paranoie.

Ma non è solo l’inizio.

Il glutammato non fa venire il mal di testa – pensa teh – e lo zucchero di canna non è migliore di quello bianco.

Braccio di ferro, per esempio, dovrebbe essere rappresentato con in mano un barattolo di fegato di bovino o, meno impressionante, una ciotolina di muesli.
Questo perché, tabella alla mano, gli spinaci si piazzano ultimi di 13 elementi che contengono più percentuale di ferro ogni 100gr.

Per dire, il cioccolato fondente amaro contiene quasi il doppio degli spinaci – 5 mg contro 2,7 mg – il muesli di cui sopra ne possiede addirittura 8,20 mg per etto.

Insomma, c’è da rivedere un po’ di posizioni.

Ad esempio sul “Bio”.
La Food standard agency – l’agenzia britannica per la sicurezza alimentare – nel 2009 ha commissionato la più grande rassegna di ricerche mai effettuata in questo campo. Il risultato dei ricercatori sostiene che in 16 delle 23 categorie analizzate non ci sarebbero differenze nutrizionali tra vegetali coltivati biologicamente e quelli prodotti in modo convenzionale.
Invariati per esempio calcio, potassio e vitamina C.

Poi chiaramente, ognuno scelga ciò che preferisce, ma in una dieta varia, i ricercatori sostengono che non esiste una miglioria nell’assunzione di prodotti “Bio”, che restano più gustosi in quanto raccolti più tardi, non subiscono il martellamento dei pesticidi e inquinano meno il territorio nel quale vengono coltivati, ma a livello nutritivo non hanno nulla in più.

Capitolo acqua.
Berne almeno due litri al giorno sembrerebbe una balla, poiché la giusta percentuale di liquidi verrebbe assunta con gli alimenti ingeriti durante il giorno e non parrebbe nemmeno comprovato che il bere molto aiuti a depurare l’organismo, migliori la pelle o aiuti a dimagrire.

Capitolo zucchero.
Non è vero che lo zucchero di canna sia migliore e più salutare di quello bianco: tale affermazione nasce dal fatto che la parola “raffinazione” susciti nella mente l’industrializzazione di un processo.
Raffinare significa “liberare dalle impurità” e sebbene nello zucchero grezzo si trovi qualche minerale in più, come il potassio, è presente in quantità talmente bassa da non fare alcuna differenza.

Capitolo pesce.
Non è poi così ricco di fosforo. O, almeno, ci sono alimenti quali i legumi o la frutta secca, con percentuali ben maggiori.
E comunque più fosforo non combacia con un aumento della memoria.

Le carni bianche non sono in generale più magre di quelle rosse – un etto di lombata ha solo 5 gr contro la coscia di pollo che ne ha 9 gr – che le carni surgelate non sono meno nutrienti di quelle fresche – come il pesce -.

In chiusura finalmente la risposta che attendevo da una vita.
L’amaro a fine pasto non aiuta la digestione.
L’alta gradazione infatti irriterebbe le pareti dello stomaco, rallentando il suo svuotamento.
Aiuterebbe invece un bicchiere di vino durante il pasto che con la sua bassa gradazione alcolica, aiuterebbe invece la secrezione gastrica.

Ora, con la stampa di questo post, o la copia di Focus alla mano, vai da nonna e da mamma, siediti con loro a attorno ad un tavolo e , cercando di non litigare, rivedete tutto punto per punto .

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