La segheria low cost di Masterchef Cracco

 

Che gli chef siano dei designer non è una novità. E’ successo ad esempio con Berton per Pisacco, capita ora con Carlo Masterchef Cracco per Carlo e Camilla in segheria, il nuovo locale low cost a Milano che inaugurerà questo week-end.

Osservo le fotografie e mi vengono in mente una serie di riflessioni più o meno raffazzonate.
Provo a scriverle in maniera comprensibile.

Innanzitutto giustificando l’apertura del post: gli chef paragonati ai designer.
Oltre a disegnare letteralmente i piatti ufficiale, firmano menu, delegando a terzi la vera e propria realizzazione.
In segheria accadrà la stessa cosa, lasciando l’onere e l’onore alla coppia Emanuele Pollini e Simone Gobbi.

Il locale.
Al di là del nome – terribile – lo spazio, in via Meda 42, è molto bello. Ho avuto modo di apprezzarlo durante l’edizione 2012 de Le Grand Fooding: ampio e moderno.
Tanja Solci, proprietaria dei muri e socia del ristorante che verrà gestito da Nicola Fanti, cognato di Cracco, ha scelto un arredamento post-industriale, un po’ freddino, che però contrasta molto bene con le stoviglie e i lampadari, al limite del kitsch.
Un equilibrio efficace.

Segeria carlo e camilla -tavolo

Mi piace meno la tavolata a croce: unica per 60 coperti e una zona bar.
Essendo leggermente affetto da misantropia, non so se riuscirei a sopportare un vicino molesto.
Ma va anche detto che, dal taglio, non parrebbe un luogo di conversazione, quanto piuttosto da sveltina culinaria.
Causa soffitti altissimi, speriamo in una consapevole gestione del rumore, onde evitare l’effetto mensa aziendale in hangar.

La prima impressione mi ha riportato a Runway di Kanye West. Ma senza Kanye, le ballerine e i commensali in total white.
Controlla l’RVM e poi dimmi se non ho ragione.

Cracco a Repubblica.it dice “prezzo massimo 40 euro a cranio”.
Però “le sedie sono di Cappellini e i piatti vengono da vecchie collezioni Richard Ginori”.
Mah.
Del menu ancora nulla tranne un’anticipazione: “meno cerebrale, con molti spunti, una mentalità giovane e fresca”.
L’idea di base sarà prendere materie prime meno nobili, ma di alta qualità.

Livello curiosità: 8/10
Livello aspettative: 6/10
Livello soddisfazione: N.C.

Ok, dai, ha vinto la curiosità.
Foody Allen lo proverà appena possibile. Anzi, da buon milanese, ASAP.

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